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Miti e leggende

Il primo mito che abbiamo scelto sembra essere una metafora precorritrice della situazione attuale, il brano è quello di Fetonte nella versione di Ovidio scritta negli anni compresi tra il 23 a.c. e il 2 d.c. Questa versione, rappresentava le problematiche attualmente più dibattute e esistenti quali: la carente competenza nelle scelte che ci riguardano tutti quanti; il riscaldamento globale ed i suoi effetti sul territorio; la rappresentazione della nostra passione da cercatori di tartufi dettata della consapevolezza della situazione esistente.
Il mito di Fetonte la cui traduzione letteraria è “disambiguazione” intesa secondo quanto descritto nella versione di Ovidio ed in questo la visione simbolica dell’evento.
“Fetonte figlio del Dio greco Helios e della Dea  oceanina Climene per dimostrare ad Epafo la sua discendenza divina, ottenne dal padre la possibilità di “guidare” il carro solare per un giorno. Il giovane ed inesperto nel tenere a bada i cavalli di Apollo si avvicinò troppo alla terra incendiando foreste, desertificando il suolo e prosciugando i fiumi tanto che l’Africa divenne deserto e la pelle degli Etiopi si coloro di nero. L’epilogo arrivò  quando Zeus, sconvolto per la distruzione, scagliò un fulmine sul carro e Fetonte cadde nel fiume Eridano (il fiume Po) dove annegò e fu compianto dalle sorelle Eliadi che dalla disperazione si trasformarono in pioppi e le loro lacrime caddero a terra e si trasformarono in ambra.”

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